venerdì 15 aprile 2011

Il sogno perduto - 15 aprile 1912/15 aprile 2011



Nel buio più buio,


nel silenzio del silenzio,


sul fondo dell'oceano,


dorme il Titanic .


Da novantanove anni, giace cullato tra le braccia del mare, lontano dai clamori che accompagnarono la sua breve e meravigliosa vita, dai cantieri di Belfast all'incontro con l'iceberg, in una notte serena e senza vento...


Il Titanic, nel 1912, era l'oggetto in movimento più grande che fosse mai esistito: era lungo 267,07 metri, alto 18 metri dalla linea di galleggiamento al ponte, e stazzava 46.328 tonnellate!


La rara cartolina mostra le sue proporzioni paragonate alla Tour Eiffel, e possiamo immaginare quanto scalpore e aspettative avesse creato nell'immaginario collettivo, e con quanta emozione i 2228 passeggeri salirono a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo, alle ore 12,00 di quel 10 aprile, a Southampton.


Dopo le concitate fasi di imbarco e carico, la fiancata nera, ancora odorosa di vernice (sono molte le testimonianze in tal senso), si staccò lentamente dalla banchina, col suo prezioso carico di illusioni, di storie, di sentimenti, di paure e di speranze, di volti; insomma: di persone che si apprestavano a un viaggio che avrebbe segnato il loro destino...


Il Titanic prese il largo, incedendo maestosamente, quasi levitando a pelo d'acqua, come si conveniva a una vera Signora del mare, nel suo viaggio inaugurale.



Nel suo unico e ultimo viaggio...




Prima di lasciare definitivamente le acque costiere e puntare su New York, il suo porto d'arrivo, fece due soste per approviggionarsi e ancora caricare e scaricare passeggeri, bagagli, posta... Dopo avere attraversato La Manica, in serata fece la prima sosta a Cherbourg, in Francia: qui sostò per la notte con tutte le luci accese, splendente come un diamante. Chi vide questa scena non potè dimenticarla per il resto della vita... Al mattino salpò alla volta di Queenstown (oggi Cobh) in Irlanda, dove fece la seconda e ultima sosta, prima di prendere definitivamente il largo ed entrare nella storia con questa sua ultima immagine.



Ma che grande, grandissima emozione dovette essere, allora, essere a bordo del Titanic: chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì anche noi, a muoverci tra i lunghi corridoi di prima classe, ricoperti di soffici tappeti e splendidamente decorati con preziose carte da parati e arredi intarsiati... Spostiamoci da un salone all'altro, tra stucchi, specchi e lampadari di cristallo: abbiamo solo l'imbarazzo della scelta tra la piscina con bagno turco, la palestra, il caffè parigino, la sala di lettura e scrittura, il fumoir... Scendiamo attraverso la scalinata principale, sovrastata dalla imponente cupola di vetro piombato, regoliamo il nostro orologio secondo quello incorniciato nel pannello magnificamente intarsiato, proprio lì, alle nostre spalle... Sarà meglio affrettarsi o faremo tardi a cena!


Per raggiungere la nostra cabina non abbiamo che da proseguire oltre, sul ponte di prima classe...

Lasciamoci alle spalle il putto alato che illumina il nostro cammino e continuiamo a percorrere il corridoio...

Qual'è il numero inciso sulla chiave? Non riusciamo a ricordarlo, ma la cabina potrebbe essere questa...

... oppure questa...



E una volta rinfrescati e cambiati d'abito, eccoci pronti per la cena, circondati dalla musica dell'orchestra, dal sommesso mormorio degli altri passeggeri; i nomi del bel mondo di due continenti non potevano mancare a questo viaggio: ci sono gli Astor in viaggio di nozze, i Duff, Mrs. Molly Brown, Mr. Benjamin Guggenheim, gli anziani coniugi Straus, Mr. Joseph Ismay...




Sarà di certo una serata emozionante!


Dal servizio di prima classe








Ma ora dobbiamo salutare, dobbiamo allontanarci, e lasciare che ciascuno incontri il proprio destino: l'ora è tarda, sono quasi le 23,20 di domenica 14 aprile 1912...



Usciamo un momento sul ponte per riprendere fiato e scrutare il mare...


Intorno tutto è silenzio, solo lo sciabordìo delle onde sullo scafo interrompe la perfetta quiete...


La notte è chiara, il cielo è meraviglioso, rilucente di stelle...


Andiamo via, andiamo via subito! Dopo non ci sarà che attonito sbigottimento, e niente altro.






***


Cari amici, oggi ho voluto ricordare così, insieme a voi, uno degli episodi più affascinanti e dolorosi che la storia ricordi: il Titanic è e rimarrà come un ectoplasma, una eco che ci chiama dal fondo degli abissi, con la sua voce arrugginita, una sirena che ci attrae pericolosamente nel suo ventre di ricordi ed emozioni.


Furono circa 1523 persone le vittime del Titanic di cui almeno altri 500 avrebbero potuto trovare posto sulle scialuppe che trassero in salvo i 705 sopravvissuti.


Ma tutti, i vivi e i morti, vissero giorni e ore straordinarie a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo.


Dobbiamo alla famiglia Odell, che si imbarco a Southempton e scese a Queenstown, le uniche fotografie scattate a bordo: in un certo qual modo, loro furono sopravvissuti d'eccellenza perchè poterono raccontare e mostrare la magia del Titanic senza averne vissuto la tragedia.






Nel profondo e totale potere evocativo che questa vicenda mi trasmette, praticamente da quando ho memoria, ho voluto ispirarmi proprio agli Odell, ed in particolare alla Signora Lily Odell, creando una valigia che fu a bordo del Titanic, anche se per un giorno solo, e ne conserva tuttavia il fascino e i ricordi...


Insieme agli effetti personali della proprietaria - una camicia, due bottiglie di profumo, un filo di perle di jais - sono custoditi anche i ricordi del viaggio: il biglietto di imbarco, un pass per il pranzo, le lettere scritte sulla carta intestata a disposizione dei passeggeri, una cartolina illustrata, un ritaglio di giornale, il manuale per la navigazione oceanica (molto in voga a quei tempi...) e, naturalmente, le fotografie scattate a bordo, che sono tutt'oggi uno dei famosi tesori del Titanic, poichè, ogni volta che esse vanno all'asta, riescono a realizzare cifre da capogiro.




Non sappiamo per quanto tempo ancora il Titanic potrà dormire sul fondo dell'oceano: si sta lentamente ma inesorabilmente disfacendo, consumato dall'ineluttabile trascorrere del tempo...


Ma il tempo non potrà cancellare la nostra capacità immaginifica, non potrà impedirci di chiudere gli occhi e con la mente salire ancora una volta sulla nave dei sogni.

lunedì 11 aprile 2011

Alla divina Eleonora (e alla mia amica Maria)

Proprio ieri ho avuto il privilegio e la gioia immensa di vedere realizzata dalle abili mani di Maria la splendida edizione in miniatura di uno dei miei libri preferiti, Assassinio sul Nilo di Agatha Christie, pubblicato nel 1937 e da allora definitivamente consacrato come capolavoro assoluto della letteratura "gialla" (n.d.r. per i lettori stranieri, preciso che in Italia si definiscono "gialli" i libri che trattano di omicidi e indagini poliziesche, da quando la celebre casa editrice Mondadori fece uscire, nel 1929, una famosa collana di questo genere, contraddistinta appunto dalla copertina gialla).

Ma i protagonisti della storia di oggi non fecero in tempo a leggerlo, essendo mancati qualche anno prima, e credo che Agatha Christie non sarebbe comunque rientrata tra le loro letture preferite...


In risposta a un preciso desiderio di Maria, ho realizzato infatti per lei un vassoio da inserire nella sua scena dedicata ad Eleonora Duse, una icona assoluta del teatro di tutti i tempi.

Quando due anime straordinarie si incontrano, non può che nascere una attrazione fatale che spesso genera un grande amore e un grande dolore.

Fu appunto questo l'esito della relazione tra il vate Gabriele D'annunzio e la divina Eleonora (come egli stesso la definì).

Prima fortuiti incontri, fugaci saluti, poi il desiderio di incontri più intimi e una travolgente passione, la collaborazione artistica, il lento dissolversi del loro sodalizio, dovuto soprattutto alla incontenibile e incontentabile personalita di D'Annunzio, sempre attratto da nuovi amori e nuove avventure...




Gabriele ed Eleonora si incontrarono per la prima volta nel 1882 ma il loro amore esplose definitivamente solo nel 1894 e durò per dieci anni.

Ho voluto mettere insieme alcune cose che avrebbero potuto trovarsi sulla toilette di Eleonora in quegli anni e solo in quegli anni, poichè dopo la fine della loro relazione, la Duse bruciò tutte le lettere di Gabriele e diede ordine di fare lo stesso a chiunque ne possedesse qualche esemplare indirizzato a lei...

Mi sono permessa di realizzare anche un piccolo volume de Il fuoco, il romanzo che D'Annunzio scrisse nel 1900 per celebrare il loro amore e spero che Maria lo accetterà con affettuosa simpatia :-)

Si tratta della edizione originale e non è sfogliabile ma, essendo molto piccolo - solo cm. 2.0 x 1.5 - si adatta bene alla piccola scena.

L'avevo già realizzato quando ho saputo che anche Maria ne ha preparato uno per me, perchè sa che sono una appassionata di D'Annunzio, perciò le ho anticipato che all'apertura del mio pacchetto avrebbe riso, e non poco; oggi è svelato il mistero!

Cara Maria, sono felice di potere contribuire, sebbene in modesta misura, alla tua splendida scena dedicata ad Eleonora Duse, e sono felice di sapere che le mie piccole cose ti ricorderanno la mia sincera ammirazione per il tuo straordinario lavoro :-)




Un abbraccio a tutti


venerdì 8 aprile 2011

Mini libri

Il mese scorso, dopo avere pubblicato il post con le immagini dei mini libri dedicati ai cupcakes, tanti di voi mi hanno scritto per commissionarli e naturalmente ne sono stata molto felice: ho trascorso molte ore felici a confezionare i piccoli volumi e posso dire con orgoglio che ora essi sono sparsi un po' in tutto il mondo, in cucine e pasticcerie, ben ordinati sugli scaffali e sparpagliati alla rinfusa :-)


Così ho deciso di preparare un' altra serie, di nuovo disponibile nel negozio Etsy, per gli inguaribili amanti di questi dolcetti così accattivanti...


Dato che sto lavorando anche agli arredi per il cottage shabby, ho realizzato questo scaffale, dove ospitare i volumetti (in questo caso si tratta di arredamento e life style...): parto da un prototipo e poi arrivo a sviluppare l'idea, aggiungendo dettagli e sfumature... In questo caso ho giudicato il risultato particolarmente gradevole e ne ho fatto un esemplare anche per il negozio, completo di libri.


Mentre lavoravo mi ha colto una idea che spero di riuscire a realizzare entro pochi giorni, e mi sono chiesta come mai non ci avessi mai pensato prima...


Se siete curiosi, non avete che da essere pazienti :-)


Un affettuoso abbraccio


mercoledì 6 aprile 2011

Easter mood

La Pasqua è una occasione imperdibile per giocare con i colori tenui e le immagini vintage,

non trovate?


lunedì 4 aprile 2011

Torniamo al Cottage

Queste sono alcune piccole cose che ho fatto in questi giorni: le pulizie di primavera incombono e il tempo da dedicare alle miniature è poco...


Alcuni accessori sono destinati al negozio Etsy, altri al cottage shabby e altri ancora sono da regalare agli amici...


Brocche e fiori sono una specie di sfogo compulsivo per cercare di contrastare i cattivi pensieri...


Questa lampada in stile Liberty è la mia personale interpretazione del genere: con tutto ciò che è elettrico sono una vera frana, perciò mi sono arrangiata a modo mio e devo dire che il risultato sorprende anche me: con pazienza e fantasia, tutto è possibile :-)


Naturalmente è una lampada "non funzionante" però trovo che sia davvero romantica e sia perfetta per un ambiente femminile e intimo.




Avevo promesso alla nostra amica Norma che avrei inserito la splendida fotografia della sua mamma nel cottage, come omaggio alla sua simpatia, gentilezza e generosità...


Norma, spero che tu approvi e ti ringrazio infinitamente per avere condiviso con noi il tuo tesoro :-)




Un affettuoso abbraccio a tutti




venerdì 1 aprile 2011

Un passo indietro

C'è una piccola e graziosa stanza, nella casa Vittoriana, in cui ancora non siamo entrati.



Si trova al secondo piano, proprio sotto il tetto, e la luce che filtra dall' abbaino svela l'atmosfera ordinata e serena che contraddistingue la vita dei suoi piccoli abitanti.



Siamo nel 1912 e una piccola e determinata scienziata italiana, Maria Montessori, già dal 1909 ha sovvertito gli ordini col suo "Metodo della pedagogia scientifica", spazzando via in breve tempo i preconcetti e le teorie stantie in fatto di educazione dei bambini.



In tutto il mondo, il nuovo metodo è applicato con successo: creare uno spazio a misura di bambino, nel quale il gioco e l'apprendimento siano più liberi e spontanei: ecco il semplice principio sul quale si fonda tutta la pedagogia moderna.



Dobbiamo dunque a Maria tutto il merito per avere prescritto ambienti meno cupi e pomposi di quelli in auge durante tutta l'epoca precedente: la stanza dei bambini si trasforma, i colori chiari si sostituiscono a quelli scuri, la foggia del mobilio diventa più semplice e sobria, le suppellettili inutili spariscono, lasciando il posto ai pochi oggetti necessari all' accudimento dei piccoli e al loro gioco e apprendimento.









L'abito azzurro è fatto da Meli.






Esattamente in quest'ottica ho voluto inquadrare la cameretta dei bambini, per renderla più consona all'ambizione di modernità che gli abitanti di questa casa hanno più volte dimostrato di perseguire.



Essi sono ancorati, certo, alla loro epoca: ma guardano avanti, si sentono attratti dal futuro, hanno fiducia ed entusiasmo per il nuovo e, sempre con maggiore prepotenza, sono spinti da una forza inarrestabile che li porterà fino a noi!



Paradossalmente, attraverso di loro, noi guardiamo indietro e proviamo un poco di rimpianto per il passato che non vivremo mai e in questo gioco di specchi, rileggiamo la Storia.



Oggi sentitevi un poco come Mary Poppins, abbandonandovi alla fantasia e curiosando tra le cose appartenute a questi bambini del secolo scorso...



Nonostante nella casa sia presente una moderna stanza da bagno, l'utilizzo del vaso da notte rimane una costante ancora per lungo tempo, dando luogo ad un fiorente mercato e a curiosi esemplari, sempre decorati (di necessità, virtù!).






Anche la brocca, il catino e il lume a petrolio sono retaggio del passato, ma coesistono con moderni prodotti per bebè e addirittura con un poppatoio in vetro, ultimo ritrovato nella scienza della nutrizione dei neonati...



Questa è, evidentemente, la stanza della piccola Sophie, ma il fratello Edward passa qui comunque molto tempo, vista la quantità di giocattoli destinati ad entrambi i bambini.






Alle pareti, oltre alle foto di famiglia, anche alcune stampe tratte dai fortunati libri illustrati di di Miss Beatrix Potter, tutti di inizio Novecento.






Tra i giocattoli compare una semplice palla di legno...






... una carrozzina con un orso...






... e naturalmente una casa delle bambole, valido strumento pedagogico per i bambini di ogni epoca.



Ma bisogna anche imparare l'alfabeto, così il piccolo Edward deve dedicare qualche ora alla lettura dell' abbecedario (alfabetiere), e lasciare da parte trombetta e tamburo...






Lo splendido abbecedario (alfabetiere) è fatto da Caterina.






Ora che conoscete tutte le stanze della casa Vittoriana potete ben dire di avere un luogo segreto dove venire a trascorrere il tempo, ciascuno nella stanza che preferisce, ma tutti in un viaggio indietro nel tempo.






Qui sarete sempre i benvenuti :-)









domenica 27 marzo 2011

... and the winner is...





Cara Heleni, fammi avere il tuo indirizzo :-)




Ringrazio tutti per avere lasciato il proprio affettuoso commento in questa occasione così speciale: il dispiacere di non poter assegnare un premio a tutti è attutito dalla prospettiva di altro imminente give away, dato il numero dei lettori che si aggira ormai attorno ai 400 :-)


Grazie, grazie, non so che altro dire...


Sono felice e commossa perchè, credetemi, ci sono stati momenti davvero difficili che ho potuto superare con maggiore fiducia solo grazie a voi tutti...




Un affettuoso abbraccio, amici miei, a prestissimo

mercoledì 23 marzo 2011

"La casa delle bambole di Flora" compie un anno

Quante cose sono accadute da quel primo post...

Quanti progetti, immagini e pensieri (come recita il sottotitolo) ho condiviso con voi, in un crescendo di emozione ed entusiasmo...

Oggi sembra quasi impossibile che sia esistito un tempo in cui le mie giornate non erano allietate dalla rassicurante presenza del blog e di tutti voi che siete presenti e vivi con il vostro sorriso.

La cosa più stupefacente è che ad ogni nome associo un viso che ha preso forma e vive di vita propria nella mia fantasia, pur senza averlo mai visto, e ogni volta che leggo o scrivo un commento, è come se io parlassi con un amico fraterno che non vedo da lungo tempo ma che conosco intimamente...

Io credo che lo sforzo mentale necessario e tenere in piedi questa amicizia virtuale (ma concreta), porti tutti noi a impegnarci a fondo per dare il meglio e cercare il meglio negli altri, salvandoci dalla superficialità dei rapporti banali.

Questo è il vero miracolo del blog :-)



Oggi sono 390 i lettori di questo blog e vorrei trovare le parole giuste per ringraziare tutti personalmente per questo anno di intense emozioni...
Lo faccio nel modo più tradizionale, invitandovi al sorteggio di queste due piccolissime cose, giusto per avere un ricordo tangibile di questo anniversario...
Se vi fa piacere, lasciate un commento a questo post entro sabato 26.
Domenica estrarrò il vincitore.

Prima di lasciarvi, voglio condividere anche la grande, grandissima gioia di avere avuto notizie di una cara amica che mancava da tanto tempo e per cui siamo stati davvero preoccupati.
"Ira", senza te La casa delle bambole di Flora mancava di un radioso sorriso...

Un abbraccio




lunedì 21 marzo 2011

Bentornata primavera

Finalmente l'inverno è finito, amici miei...

Qui è una splendida mattina di sole e l'aria è promettente di cose buone: spero che un venticello favorevole spiri verso ciascuno di voi, trasmettendo il mio affettuoso abbraccio :-)

In questi giorni sono un po' silenziosa perchè ho da lavorare a tanti progetti da troppo tempo rimandati, soprattutto alcuni swap VERGOGNOSAMENTE in ritardo...

A tal proposito, chiedo scusa alle care amiche che ancora aspettano: l'inverno è stato davvero duro per me ma, con la nuova stagione, mi sento piena di rinnovate energie :-)

Inoltre, i lavori nel cottage sono fermi perchè alcuni acquisti di fondamentale importanza sono, a quanto pare, dispersi, e la cosa rappresenta una impasse anche psicologica: detesto l'idea che oggetti lungamente desiderati e comprati con sacrificio, vengano smarriti, o peggio...

Comunque, siamo ottimisti e guardiamo avanti: in fondo oggi è tornata Primavera :-)


giovedì 10 marzo 2011

Cupcakes

Penso che i cupcakes rappresentino l'essenza dello stile shabby chic: dolci, morbidi, cremosi, eleganti e semplici allo stesso tempo, con il loro tenero aspetto ispirano solo pensieri positivi.
Ecco perchè non potevano mancare nel mio cottage :-)
In questa ultima settimana non ho avuto molto tempo per lavorare sulle miniature ma sono contenta lo stesso perchè posso mostrarvi questa piccola meraviglia che riempie di pura gioia il mio cuore goloso: i cupcakes di Kim.
Tanti di voi già li conoscono e hanno avuto la fortuna di ammirarli da vicino, perciò capiranno tutta la mia meraviglia quando ho aperto il pacchetto: l'anima lieve dei cupcakes si è rivelata ai miei occhi in tutta la sua soavità!

Io non sono una persona particolarmente golosa di dolci (preferisco la pizza, gnam!) ma l'aspetto di queste tortine è talmente invitante da appagare sensi diversi da quelli del gusto, sensi che sono una prerogativa dei collezionisti...
La gioia di possedere quella che si considera un'opera d'arte, di poterla guardare nei dettagli, in religioso raccoglimento e poi sistemarla con cura accanto alle altre, se si ha la fortuna di possederne...

Dunque, ecco il tavolino apparecchiato per una pausa davvero dolce.

Presa dall'entusiasmo dei cupcakes, ho pensato di realizzare anche una piccola biblioteca in tema, che presto andrà ad allietare qualcuno di voi...

La piccola targa è l'unica cosa che ho creato questa settimana per il cottage: nonostante sia arrugginita, reca in sè un concetto prezioso, perchè alla fine di una lunga giornata, comunque sia andata, non c'è nulla di più rassicurante che ritrovarsi al sicuro tra le mura domestiche, ritrovare il calore e l'accoglienza di un posto unico al mondo: la nostra casa...

Vi lascio con la speranza che possiate sentirvi tranquilli e sicuri nel vostro nido :-)