mercoledì 18 maggio 2011

Tea Time


Quasi ora del tè per me, che sono solita prenderlo alle 16:00 di fronte ad un buon libro e qualche panino al burro...


Mi sembra l'occasione più appropriata per mostrarvi una nuova collezione di mini -libri (clicca) che hanno per tema proprio il tè ed i suoi riti.





Adoro pensare di potermi ritagliare qualche ora di spensierato relax, in assoluta solitudine e tranquillità, per dedicarmi alla lettura di queste piccole (in questo caso, piccolissime) meraviglie, in cui sono spiegati i segreti e il galateo di questo nobile e antico momento di socialità.
Mi piacerebbe che ci potessimo riunire tutte attorno a questo tavolo, come tante piccole fatine indaffarate, e sorbire il nostro tè insieme :-)



Nonostante il dispiacere di sapere che sarà davvero difficile che questo desiderio si avveri, sono grata al blog che mi consente almeno di esprimerlo e condividerlo con voi.



Vi abbraccio con affetto e scappo: dalla cucina sento fischiare il bollitore...






sabato 14 maggio 2011

Crostatine di frutta

A furia di pensare in miniatura, anche quando devo preparare i dolci, io sono naturalmente predisposta verso la pasticceria mignon :-)


Dato che è la stagione delle fragole, ho farcito delle piccole basi di pastafrolla con crema chantilly e decorato con le fragole golose, le banane e i kiwi, protetti da un sottile velo di gelatina.


Ho speranza che, almeno attraverso le immagini, voi possiate gustare con piacere il mio affettuoso saluto.

Buona e dolce fine settimana a tutti :-)

mercoledì 11 maggio 2011

Nell'ingresso - In the hall



Io ho una naturale predisposizione verso tutte le cose vecchie perchè riescono a trasmettermi un senso di "passato" e di "vissuto" che difficilmente provo di fronte ad oggetti nuovi.


Per lo stesso motivo rimango incantata da tutti quegli accessori che non si usano più, che hanno perso addirittura il loro scopo di esistere: ombrellini parasole, carta da lettere, fazzoletti bordati di pizzo, pince-nez, portacandele, crinoline e roba di questo genere...


Cose che appartengono ad un passato lontanissimo in cui le abitudini e i ritmi erano dettati da altre necessità, rispetto alle nostre.


Anche i mobili da ingresso rientrano in questa categoria perchè sempre più spesso le case sono troppo piccole per ospitarli, oppure il design ha tolto loro l'aspetto romantico che avevano un tempo: ho visto appendiabiti a forma di cactus (la giacca si appende alle spine!) e non mi hanno trasmesso grandi emozioni :-)


Il lavoro che vi presento oggi è nato per rimediare a questa lacuna almeno nella casa in miniatura: ho voluto ispirarmi al classico modello vittoriano ma i colori sono di sapore gustaviano e le macchie di umidità e le scrostature denotano che è shabby quanto piace a noi :-)


Non potevano mancare accessori romantici e femminili come vecchi portaritratti, cartoline e lettere...



... ma ho aggiunto anche un moderno portariviste, perchè mi piace molto il contrasto di colore che crea, senza stonare nell'insieme.


Questo complemento d'arredo non è destinato al mio cottage shabby (non c'è spazio nemmeno lì, sigh!) bensì al negozio Etsy dove, spero, avrà un po' di fortuna...


Vi abbraccio con affetto, a presto

giovedì 5 maggio 2011

La vie en rose

Quando, all'inizio di quest'anno, ho cominciato la costruzione del piccolo cottage shabby, volevo soprattutto creare uno spazio in cui realizzare il mio bisogno di armonia: nelle forme, nei colori e nei pensieri.



Come nei componimenti poetici l'armonia è data dal ripetersi di determinati parametri - la lunghezza dei versi, la rima, le strofe - così anche negli ambienti in miniatura è necessario individuare un filo conduttore e seguirlo con coerenza per evitare stonature che distolgano l'osservatore dalla magia della scena: l'illusione è molto aiutata dal ripetersi di un determinato colore, nelle varie sfumature, con l'aggiunta di piccole macchie di colore diverso che devono ritornare con uguale misura.



In pratica, realizzare una casa in miniatura è come scrivere un sonetto.



Trattandosi di un cottage in stile shabby, la scelta è caduta naturalmente sul bianco come colore di fondo, e sul rosa e sull'azzurro come colori complementari, da distribuire con parsimonia e con attenzione...



Dato che lo spazio è molto ridotto, trovo necessario individuare alcuni oggetti che da soli bastino a caratterizzare tutta la scena senza appesantirla e forse questa è la parte più difficile perchè siamo sempre tentati di stipare all'inverosimile i minuscoli ambienti, pur di non rinunciare a una miniatura che ci piace particolarmente...



Ma bisogna resistere alla tentazione!



A parte, dunque, ogni pretesa di coerenza stilistica, per così dire, in questa faticosa ricerca di armonia mi sono abbandonata naturalmente e soprattutto all'ispirazione, dettata anche dal fortunato peregrinare tra amici, conoscenti e perfetti sconosciuti, che hanno in comune un indiscusso talento, di cui io mi faccio solo umilissima portavoce.



Insieme alle miniature create da me (rientrano in questa categoria tutti i mobili della camera da letto) ho collezionato alcuni pezzi che io trovo fantastici, e così spero anche voi.



Nella prima foto compare uno di questi tesori: uno dei favolosi cardigan di Frederica (clicca) che, da squisita Signora quale è, ha aderito alla mia richiesta di swap con gentile sollecitudine.



Io considero Frederica una delle colonne portanti dello stile shabby in miniatura, e mi sento davvero fortunata ad avere nella mia collezione un pezzo così prezioso e delicato.



Poichè questa piccola camera da letto si trova proprio sotto gli spioventi del tetto, c'è pochissimo spazio, soprattutto in altezza, ed era impensabile inserire un armadio. Ma la bellezza di questo capo d'abbigliamento appeso al vecchio letto in ferro, compensa definitivamente questa mancanza. Grazie Frederica :-)






Lo Spring Cottage è abitato da una giovane donna che vive in una atmosfera un po' magica: non sappiamo nulla di lei ma osservando i pochi oggetti di cui si è circondata, possiamo intuire i suoi gusti e un poco del suo animo.



Tutto è improntato alla semplicità, l'unico vero lusso dei nostri tempi: in un mondo che gira vorticosamente e che noi complichiamo con masochistico impegno, questa piccola baracca di legno rappresenta un'oasi di pace e di serenità.



Il vecchio letto da ospedale ha candide lenzuola bordate di pizzo e un semplice e fresco copriletto di cotone a righe (rosa): la padrona di casa è romantica ma questo non le impedisce di trascorrere piacevoli ore immersa nella lettura di un classico poliziesco come Delitto sul Nilo di Agatha Christie, dove l'omicidio è solo il pretesto per godersi le raffinate indagini di Monsieur Poirot nella dorata atmosfera degli anni Venti.



Questo favoloso volume è il secondo tesoro che vi mostro oggi, anch'esso frutto di uno swap: chi l'ha realizzato è Maria (clicca) che ringrazio di cuore per avere interpretato con tanta maestria uno dei miei sogni in miniatura. Grazie Maria :-)






Anche da adulti, i più fortunati riescono a conservare dentro il cuore un poco del fanciullino che sono stati e una bambola accanto al letto è sempre una presenza rassicurante, quando si vive da sole in mezzo al bosco, non trovate?



Per questa camera da letto un po' retrò, sebbene non ci sia una collocazione temporale precisa, ho scelto di inserire una vecchia sedia da giardino al posto del comodino, sia per rompere gli schemi sia per conservare l'atmosfera di una casa in cui regna la fantasia: trovo che il risultato sia davvero adorabile! La sedia l'ho realizzata io e la bambola è uno dei due regali che mi sono fatta io per il compleanno (l'altro regalo scodinzola al piano di sotto, non aggiungo altro per il momento...).



è difficile raccontare con un'immagine tutta la perfezione, la delicatezza di questa adorabile e minuscola bambola, a meno che non conosciate il lavoro della straordinaria Pamela Junks (clicca); in ogni caso, io sono qui per questo, perciò vi consiglio di andare a visitare il suo atelier dove sicuramente vi innamorerete di una delle sue minuscole creature.




Prima dicevo di come il lusso sia nelle cose semplici e di buon gusto: trovo che in questa categoria di oggetti, entri a pieno titolo il cestino di Vilia Miniature (clicca): quando l'ho visto, ho subito pensato di avere trovato un altro accessorio perfetto per questa camera, con i suoi colori delicati e la raffinata presentazione.




Questa consolle è ancora in attesa degli accessori giusti, forse perchè mi piace molto anche spoglia... Ho aggiunto solo l'asciugamani a righe celesti. La brocca e il catino sono presi in prestito alla casa Vittoriana, ma non ho deciso se rimarranno qui...




Per ultimo, ecco il mobile che completa l'arredamento della piccola stanza: anche questo è realizzato da me in cartoncino, dipinto e rivestito internamente con una delicata carta a fiori... In attesa degli accessori, me lo godo così, che mi piace tanto :-)




La scatolina azzurra, realizzata da me, ha preso il posto di una simile che ho regalato, mentre la fioriera è un altro dono di Frederica (me ne ha mandati tanti ma li mostrerò nei prossimi post).




Sono ancora tante le cose da fare, e del resto: mi atterrisce l'idea di mettere la parola FINE.




Preferisco di gran lunga la parola: PROSEGUE...




Un abbraccio bianco rosa e azzurro pallido




lunedì 2 maggio 2011

... and the winner is...



Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con l'abituale affetto e calore, rendendo questa occasione una ulteriore fonte di gioia per il mio cuore :-)


Sono felice che il mio clan sia un poco cresciuto: spero che i nuovi lettori troveranno qualche momento di evasione tra le pagine di questo blog, stimoli interessanti e idee da realizzare, così come li trovo io ogni giorno nel mutuo scambio di esperienze attraverso il mondo delle miniature, e non solo...


Un abbraccio speciale a tutti quelli che non hanno vinto: è una condizione che conosco abbastanza bene anche io...


Ma, come dico sempre a me stessa, sarà per la prossima volta :-)




venerdì 29 aprile 2011

Pink lady

In attesa di scoprire chi sarà il vincitore del give away (a questo proposito ringrazio tutti per il graditissimo riscontro e informo i partecipanti che ci sarà un decimo libro a sorpresa...), vorrei aggiornare i lettori sui progressi dello Spring Cottage che, nonostante i numerosi impegni, contrattempi, ripensamenti e attese infinite, ora è pronto a svelarvi tante meravigliose novità.



Ero indecisa se pubblicare un unico lungo post emozionante o tanti piccoli (ed ugualmente emozionanti): propendo per questa seconda scelta perchè la strategia di Sherazade, di tenere avvinti i lettori de "Le mille e una notte" rimandando sempre la fine della storia, mi ha sempre affascinato...



Perciò, giorno dopo giorno, scoprirete le tante novità della casetta nel bosco.



Oggi, per esempio, qualcuno ha lasciato sulla soglia un bel cesto di mele "Pink lady" indovinando i gusti della padrona di casa che le adora a partire dal nome...



Tra i tanti, meravigliosi doni ricevuti, questo è del tutto speciale: ho chiesto alle mie mani di realizzarlo e loro hanno esaudito il desiderio.



Mi è costato diverse ore di lavoro ma sono felice di essere riuscita a realizzarlo e, nonostante sia da migliorare, per me rimarrà a testimonianza che ce la posso fare, anche quando sembra impossibile, quando mi manca il coraggio o la forza per credere nelle mie possibilità.



Miniatura è anche questo: scoprire la fiducia in noi stessi dalle piccole cose :-)



Vi saluto con affetto e aspetto con fiducia che torniate a curiosare da queste parti :-)







martedì 19 aprile 2011

400 e Give away

Un paio di post addietro, vi avevo lasciato promettendo che avrei svelato il pensiero che mi aveva colto mentre lavoravo ai miei libri sui cupcakes, ciò a cui, non so come, non avevo mai pensato prima...



Ebbene, eccolo, il pensiero realizzato: una collezione dei miei libri preferiti sulle case di bambola, da quella della Regina Maria a Lea Frisoni, passando per la collezione di stanze in miniatura Carlisle.



Forse possedete qualcuno di questi libri e avete trascorso ore felici sfogliandone le pagine e sognando sulle immagini delle magnifiche case di bambola in essi contenute...
Alcuni sono addirittura introvabili perchè ormai fuori catalogo, ma se vi accontentate di avere l'intera collezione in formato ridotto, non dovete fare altro che iscrivervi a questo give away.




Si tratta di nove volumi (non apribili) con copertina e dorso, in modo da poter essere esposti anche sugli scaffali della libreria...
Per partecipare non dovete fare altro che essere seguaci del blog, lasciare un commento a questo post entro il 1 maggio e incrociare le dita :-)
Sarò onorata se vorrete pubblicare un link a questo post sul vostro blog, ma non è una condizione obbligatoria.

Il 2 maggio estrarrò il vincitore :-)



Questo è l'unico modo tangibile per ringraziare tutti coloro che mi sostengono con la loro amicizia e simpatia, donandomi ogni giorno un motivo in più di gioia.
Di certo è un "grazie" molto, troppo piccolo, rispetto alla ricchezza di umanità che ricevo in cambio ma, in fondo...
...non sono le piccole cose, le più belle al mondo, per noi miniaturisti?



Un grande PICCOLO abbraccio a tutti




venerdì 15 aprile 2011

Il sogno perduto - 15 aprile 1912/15 aprile 2011



Nel buio più buio,


nel silenzio del silenzio,


sul fondo dell'oceano,


dorme il Titanic .


Da novantanove anni, giace cullato tra le braccia del mare, lontano dai clamori che accompagnarono la sua breve e meravigliosa vita, dai cantieri di Belfast all'incontro con l'iceberg, in una notte serena e senza vento...


Il Titanic, nel 1912, era l'oggetto in movimento più grande che fosse mai esistito: era lungo 267,07 metri, alto 18 metri dalla linea di galleggiamento al ponte, e stazzava 46.328 tonnellate!


La rara cartolina mostra le sue proporzioni paragonate alla Tour Eiffel, e possiamo immaginare quanto scalpore e aspettative avesse creato nell'immaginario collettivo, e con quanta emozione i 2228 passeggeri salirono a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo, alle ore 12,00 di quel 10 aprile, a Southampton.


Dopo le concitate fasi di imbarco e carico, la fiancata nera, ancora odorosa di vernice (sono molte le testimonianze in tal senso), si staccò lentamente dalla banchina, col suo prezioso carico di illusioni, di storie, di sentimenti, di paure e di speranze, di volti; insomma: di persone che si apprestavano a un viaggio che avrebbe segnato il loro destino...


Il Titanic prese il largo, incedendo maestosamente, quasi levitando a pelo d'acqua, come si conveniva a una vera Signora del mare, nel suo viaggio inaugurale.



Nel suo unico e ultimo viaggio...




Prima di lasciare definitivamente le acque costiere e puntare su New York, il suo porto d'arrivo, fece due soste per approviggionarsi e ancora caricare e scaricare passeggeri, bagagli, posta... Dopo avere attraversato La Manica, in serata fece la prima sosta a Cherbourg, in Francia: qui sostò per la notte con tutte le luci accese, splendente come un diamante. Chi vide questa scena non potè dimenticarla per il resto della vita... Al mattino salpò alla volta di Queenstown (oggi Cobh) in Irlanda, dove fece la seconda e ultima sosta, prima di prendere definitivamente il largo ed entrare nella storia con questa sua ultima immagine.



Ma che grande, grandissima emozione dovette essere, allora, essere a bordo del Titanic: chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì anche noi, a muoverci tra i lunghi corridoi di prima classe, ricoperti di soffici tappeti e splendidamente decorati con preziose carte da parati e arredi intarsiati... Spostiamoci da un salone all'altro, tra stucchi, specchi e lampadari di cristallo: abbiamo solo l'imbarazzo della scelta tra la piscina con bagno turco, la palestra, il caffè parigino, la sala di lettura e scrittura, il fumoir... Scendiamo attraverso la scalinata principale, sovrastata dalla imponente cupola di vetro piombato, regoliamo il nostro orologio secondo quello incorniciato nel pannello magnificamente intarsiato, proprio lì, alle nostre spalle... Sarà meglio affrettarsi o faremo tardi a cena!


Per raggiungere la nostra cabina non abbiamo che da proseguire oltre, sul ponte di prima classe...

Lasciamoci alle spalle il putto alato che illumina il nostro cammino e continuiamo a percorrere il corridoio...

Qual'è il numero inciso sulla chiave? Non riusciamo a ricordarlo, ma la cabina potrebbe essere questa...

... oppure questa...



E una volta rinfrescati e cambiati d'abito, eccoci pronti per la cena, circondati dalla musica dell'orchestra, dal sommesso mormorio degli altri passeggeri; i nomi del bel mondo di due continenti non potevano mancare a questo viaggio: ci sono gli Astor in viaggio di nozze, i Duff, Mrs. Molly Brown, Mr. Benjamin Guggenheim, gli anziani coniugi Straus, Mr. Joseph Ismay...




Sarà di certo una serata emozionante!


Dal servizio di prima classe








Ma ora dobbiamo salutare, dobbiamo allontanarci, e lasciare che ciascuno incontri il proprio destino: l'ora è tarda, sono quasi le 23,20 di domenica 14 aprile 1912...



Usciamo un momento sul ponte per riprendere fiato e scrutare il mare...


Intorno tutto è silenzio, solo lo sciabordìo delle onde sullo scafo interrompe la perfetta quiete...


La notte è chiara, il cielo è meraviglioso, rilucente di stelle...


Andiamo via, andiamo via subito! Dopo non ci sarà che attonito sbigottimento, e niente altro.






***


Cari amici, oggi ho voluto ricordare così, insieme a voi, uno degli episodi più affascinanti e dolorosi che la storia ricordi: il Titanic è e rimarrà come un ectoplasma, una eco che ci chiama dal fondo degli abissi, con la sua voce arrugginita, una sirena che ci attrae pericolosamente nel suo ventre di ricordi ed emozioni.


Furono circa 1523 persone le vittime del Titanic di cui almeno altri 500 avrebbero potuto trovare posto sulle scialuppe che trassero in salvo i 705 sopravvissuti.


Ma tutti, i vivi e i morti, vissero giorni e ore straordinarie a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo.


Dobbiamo alla famiglia Odell, che si imbarco a Southempton e scese a Queenstown, le uniche fotografie scattate a bordo: in un certo qual modo, loro furono sopravvissuti d'eccellenza perchè poterono raccontare e mostrare la magia del Titanic senza averne vissuto la tragedia.






Nel profondo e totale potere evocativo che questa vicenda mi trasmette, praticamente da quando ho memoria, ho voluto ispirarmi proprio agli Odell, ed in particolare alla Signora Lily Odell, creando una valigia che fu a bordo del Titanic, anche se per un giorno solo, e ne conserva tuttavia il fascino e i ricordi...


Insieme agli effetti personali della proprietaria - una camicia, due bottiglie di profumo, un filo di perle di jais - sono custoditi anche i ricordi del viaggio: il biglietto di imbarco, un pass per il pranzo, le lettere scritte sulla carta intestata a disposizione dei passeggeri, una cartolina illustrata, un ritaglio di giornale, il manuale per la navigazione oceanica (molto in voga a quei tempi...) e, naturalmente, le fotografie scattate a bordo, che sono tutt'oggi uno dei famosi tesori del Titanic, poichè, ogni volta che esse vanno all'asta, riescono a realizzare cifre da capogiro.




Non sappiamo per quanto tempo ancora il Titanic potrà dormire sul fondo dell'oceano: si sta lentamente ma inesorabilmente disfacendo, consumato dall'ineluttabile trascorrere del tempo...


Ma il tempo non potrà cancellare la nostra capacità immaginifica, non potrà impedirci di chiudere gli occhi e con la mente salire ancora una volta sulla nave dei sogni.