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venerdì 15 aprile 2016

104

Launch of the Titanic in Belfast ~ May 31st, 1911 

  

R.I.P 

 

 


mercoledì 15 aprile 2015

103


One of Titanic’s three enormous smokestacks



Ognuno di noi, nella vita, può avere la fortuna di imbattersi in qualcosa di imprevisto, sconosciuto prima di allora, la cui suggestione scatena una selva di subitanee emozioni, dapprima indistinte poi, via via, sempre più precise: gioia, tristezza, interesse, fascinazione, illusione, dolore, entusiasmo, frustrazione, rassegnazione...
Tutte queste cose, insieme, proprio come quando siamo innamorati, e l'oggetto dei nostri desideri non ci basta mai.
Costruiamo dentro di noi un universo fatto di pensieri che a volte esulano dalla realtà e si trasformano in qualcosa di dolce e straziante, sublime e indelebile.
Questo è accaduto a me quando, ancora bambina, vidi per la prima volta l'immagine delle eliche del Titanic, con sotto quelle figurine insignificanti che sono gli uomini.
 
Questa immagine.

***

Each of us, in life, may be lucky enough to run into something unexpected, unknown before, whose suggestion unleashed a mass of sudden emotions, at first indistinct then, gradually, more and more precise: joy, sadness, interest, fascination, illusion, pain, excitement, frustration, resignation ...
All of these things together, just like when we are in love, and the object of our desires is not enough ever.
We build within us, a universe of thoughts that sometimes beyond the reality and turn into something sweet and heartbreaking, the sublime and indelible.
This happened to me when, still a child, I saw for the first time the image of the propellers of the Titanic with, under, those insignificant figurines that are men.
 
This picture.


Propellers


Non ricordo di aver mai avuto appesi al muro della mia cameretta di ragazza i poster di Marilyn Monroe o James Dean o Ernesto "Che" Guevara (nell'ipotesi, avrei scelto comunque il terzo!); ma mi sono addormentata ogni sera, fino al giorno del mio matrimonio, con lo sguardo perduto sul poster della prima pagina del The New York Times che annunciava la scioccante notizia dell'affondamento del Titanic!
Dal mio letto, potevo scorrere i nomi delle vittime e i nomi dei sopravvissuti, osservare il viso così autorevole e rassicurante del Capitano Smith, vedere il fumo uscire da tre dei quattro fumaioli, il giorno in cui lasciava Belfast, poco prima del viaggio inaugurale...
E già allora, con i mie scarsi mezzi degli anni Ottanta e Novanta, sapevo tutto quanto mi era possibile: quante tonnellate pesava, a quanti nodi viaggiava, con quanti rivetti erano assemblate le enormi murate, quanti chili di carne erano stivati in previsione del viaggio... Non cose che interessano abitualmente una ragazza, me ne rendo conto, ma comunque cose che mi facevano battere il cuore!
Eppure, a ripensarci, ora capisco che ero proprio come tutte le altre ragazze: mi ero innamorata perdutamente di una celebrità scomparsa troppo presto, all'apice della sua fama!

***

I do not remember ever having had hung on the wall of my bedroom, as girl, posters of Marilyn Monroe or James Dean or Ernesto "Che" Guevara (assuming, however, I would have chosen the third!); but I fell asleep each night, until the day of my wedding, looking lost at the poster of the front page of The New York Times, which announced the shocking news of the sinking of the Titanic!From my bed, I could scroll the names of the victims and the names of survivors, observe the face so authoritative and reassuring of Captain Smith, seeing the smoke come out of three of the four chimneys, the day he left Belfast, shortly before the maiden voyage .. .And even then, with my limited means of the '80s and '90s, I knew everything was possible: how many tons weighed, how many nodes traveling, with many rivets were assembled the huge walled, how many pounds of meat were stowed in anticipation of the trip ... Not things that interest usually a girl, I realize, but still things that made me heart beat! 
Yet in retrospect, I now understand that I was just like all the other girls: I was hopelessly in love with a celebrity gone too soon, at the height of his fame!


Bow

Ora che internet ha spezzato le catene e la conoscenza non ha più confini, io ho potuto sviluppare il mio amore, e penso con rimpianto che se fossi nata altrove, e con altri input, avrei forse potuto dedicarmi seriamente al Titanic, come storico o sociologo o oceanografo. 
Forse nella prossima vita :-)
Fatto sta che, nonostante la tragedia legata indissolubilmente alla nave (o forse proprio per questo?!), non è raro che io chiuda gli occhi e nel dormiveglia, io mi trovi a camminare lungo i corridoi ovattati, con il ronzio dei motori provenire dalla enorme pancia. Mi siedo nella sala di lettura e guardo fuori dalle vetrate al tramonto. Sento squillare la tromba che annuncia la cena del sabato, la più attesa, la più elegante, e devo affrettarmi a tornare nella mia cabina per cambiarmi d'abito (già le prime note dell'orchestra si spandono nell'aria...)

***

Now that the internet has broken the chains and knowledge has no boundaries, I have been able to develop my love, and I think with regret that if I were born elsewhere, and with other input, I might have been able to dedicate myself seriously to the Titanic, as a historian or sociologist or oceanographer.  
Maybe in the next life:-)
The fact is that, despite the tragedy inextricably linked to the ship (or perhaps because of it ?!), it is not uncommon that I close my eyes and half asleep, I find me walking along the corridors muffled, with the hum of the engines come from the huge belly. I sit in the reading room and I look out the windows at sunset. I hear the trumpet announcing the dinner on Saturday, the most anticipated, the most elegant, and I must hurry back to my cabin to change clothes (already the first notes of the orchestra will fill the air ...)


Titanic Memorial, Mayo, Ireland

Non ho mai potuto partecipare ad alcuna commemorazione ufficiale, ma nel mio cuore, in questo giorno, il 15 aprile, io ricordo.


***

I've never been able to participate in any official commemoration, but in my heart, on this day, April 15, I remember.





martedì 15 aprile 2014

102

Titanic's victim pocket watch: it stopped a few minutes after the sinking.

"Nearer, my God, to thee, nearer to thee!
E'en though it be a cross that raiseth me,
still all my song shall be,
nearer, my God to thee
nearer, my God, to thee, nearer to thee!

Though like the wanderer, the sun gone down,
darkness be over me, my rest a stone;
yet in my dreams I'd be
nearer, my God to thee 
 nearer, my God, to thee, nearer to thee!"


Per tutti quelli che, come me, non possono non pensare alla gelida notte stellata in cui tutto accadde, in cui tutto finì...

*** 

For all those who, like me, can not but think of the cold starry night in which all happened, where it all ended...


lunedì 15 aprile 2013

101

Rare Titanic Black Mourning Bear By Steiff. The bear was one of only 600 which were made especially for the British market in May 1912, to show empathy for the loss of the passengers of the R.M.S. Titanic. It is said their eyes were rimmed red to appear as if they had been crying. They were also manufactured with a somber expression.

Il 15 aprile 1912, alle ore 2:20 del mattino, il transatlantico RMS Titanic si inabissò nell'Oceano Atlantico in seguito alla collisione con un iceberg. 1517 passeggeri persero la vita sulla "nave dei sogni".

Noi oggi qui li ricordiamo con commossa partecipazione.

***

On April 15, 1912, at 2:20 am, the ocean liner RMS Titanic sank in the Atlantic Ocean following a collision with an iceberg. 1517 passengers lost their lives on the "ship of dreams".

We, today, remember them here with profound participation.


venerdì 15 aprile 2011

Il sogno perduto - 15 aprile 1912/15 aprile 2011



Nel buio più buio,


nel silenzio del silenzio,


sul fondo dell'oceano,


dorme il Titanic .


Da novantanove anni, giace cullato tra le braccia del mare, lontano dai clamori che accompagnarono la sua breve e meravigliosa vita, dai cantieri di Belfast all'incontro con l'iceberg, in una notte serena e senza vento...


Il Titanic, nel 1912, era l'oggetto in movimento più grande che fosse mai esistito: era lungo 267,07 metri, alto 18 metri dalla linea di galleggiamento al ponte, e stazzava 46.328 tonnellate!


La rara cartolina mostra le sue proporzioni paragonate alla Tour Eiffel, e possiamo immaginare quanto scalpore e aspettative avesse creato nell'immaginario collettivo, e con quanta emozione i 2228 passeggeri salirono a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo, alle ore 12,00 di quel 10 aprile, a Southampton.


Dopo le concitate fasi di imbarco e carico, la fiancata nera, ancora odorosa di vernice (sono molte le testimonianze in tal senso), si staccò lentamente dalla banchina, col suo prezioso carico di illusioni, di storie, di sentimenti, di paure e di speranze, di volti; insomma: di persone che si apprestavano a un viaggio che avrebbe segnato il loro destino...


Il Titanic prese il largo, incedendo maestosamente, quasi levitando a pelo d'acqua, come si conveniva a una vera Signora del mare, nel suo viaggio inaugurale.



Nel suo unico e ultimo viaggio...




Prima di lasciare definitivamente le acque costiere e puntare su New York, il suo porto d'arrivo, fece due soste per approviggionarsi e ancora caricare e scaricare passeggeri, bagagli, posta... Dopo avere attraversato La Manica, in serata fece la prima sosta a Cherbourg, in Francia: qui sostò per la notte con tutte le luci accese, splendente come un diamante. Chi vide questa scena non potè dimenticarla per il resto della vita... Al mattino salpò alla volta di Queenstown (oggi Cobh) in Irlanda, dove fece la seconda e ultima sosta, prima di prendere definitivamente il largo ed entrare nella storia con questa sua ultima immagine.



Ma che grande, grandissima emozione dovette essere, allora, essere a bordo del Titanic: chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì anche noi, a muoverci tra i lunghi corridoi di prima classe, ricoperti di soffici tappeti e splendidamente decorati con preziose carte da parati e arredi intarsiati... Spostiamoci da un salone all'altro, tra stucchi, specchi e lampadari di cristallo: abbiamo solo l'imbarazzo della scelta tra la piscina con bagno turco, la palestra, il caffè parigino, la sala di lettura e scrittura, il fumoir... Scendiamo attraverso la scalinata principale, sovrastata dalla imponente cupola di vetro piombato, regoliamo il nostro orologio secondo quello incorniciato nel pannello magnificamente intarsiato, proprio lì, alle nostre spalle... Sarà meglio affrettarsi o faremo tardi a cena!


Per raggiungere la nostra cabina non abbiamo che da proseguire oltre, sul ponte di prima classe...

Lasciamoci alle spalle il putto alato che illumina il nostro cammino e continuiamo a percorrere il corridoio...

Qual'è il numero inciso sulla chiave? Non riusciamo a ricordarlo, ma la cabina potrebbe essere questa...

... oppure questa...



E una volta rinfrescati e cambiati d'abito, eccoci pronti per la cena, circondati dalla musica dell'orchestra, dal sommesso mormorio degli altri passeggeri; i nomi del bel mondo di due continenti non potevano mancare a questo viaggio: ci sono gli Astor in viaggio di nozze, i Duff, Mrs. Molly Brown, Mr. Benjamin Guggenheim, gli anziani coniugi Straus, Mr. Joseph Ismay...




Sarà di certo una serata emozionante!


Dal servizio di prima classe








Ma ora dobbiamo salutare, dobbiamo allontanarci, e lasciare che ciascuno incontri il proprio destino: l'ora è tarda, sono quasi le 23,20 di domenica 14 aprile 1912...



Usciamo un momento sul ponte per riprendere fiato e scrutare il mare...


Intorno tutto è silenzio, solo lo sciabordìo delle onde sullo scafo interrompe la perfetta quiete...


La notte è chiara, il cielo è meraviglioso, rilucente di stelle...


Andiamo via, andiamo via subito! Dopo non ci sarà che attonito sbigottimento, e niente altro.






***


Cari amici, oggi ho voluto ricordare così, insieme a voi, uno degli episodi più affascinanti e dolorosi che la storia ricordi: il Titanic è e rimarrà come un ectoplasma, una eco che ci chiama dal fondo degli abissi, con la sua voce arrugginita, una sirena che ci attrae pericolosamente nel suo ventre di ricordi ed emozioni.


Furono circa 1523 persone le vittime del Titanic di cui almeno altri 500 avrebbero potuto trovare posto sulle scialuppe che trassero in salvo i 705 sopravvissuti.


Ma tutti, i vivi e i morti, vissero giorni e ore straordinarie a bordo del più grande e lussuoso transatlantico del mondo.


Dobbiamo alla famiglia Odell, che si imbarco a Southempton e scese a Queenstown, le uniche fotografie scattate a bordo: in un certo qual modo, loro furono sopravvissuti d'eccellenza perchè poterono raccontare e mostrare la magia del Titanic senza averne vissuto la tragedia.






Nel profondo e totale potere evocativo che questa vicenda mi trasmette, praticamente da quando ho memoria, ho voluto ispirarmi proprio agli Odell, ed in particolare alla Signora Lily Odell, creando una valigia che fu a bordo del Titanic, anche se per un giorno solo, e ne conserva tuttavia il fascino e i ricordi...


Insieme agli effetti personali della proprietaria - una camicia, due bottiglie di profumo, un filo di perle di jais - sono custoditi anche i ricordi del viaggio: il biglietto di imbarco, un pass per il pranzo, le lettere scritte sulla carta intestata a disposizione dei passeggeri, una cartolina illustrata, un ritaglio di giornale, il manuale per la navigazione oceanica (molto in voga a quei tempi...) e, naturalmente, le fotografie scattate a bordo, che sono tutt'oggi uno dei famosi tesori del Titanic, poichè, ogni volta che esse vanno all'asta, riescono a realizzare cifre da capogiro.




Non sappiamo per quanto tempo ancora il Titanic potrà dormire sul fondo dell'oceano: si sta lentamente ma inesorabilmente disfacendo, consumato dall'ineluttabile trascorrere del tempo...


Ma il tempo non potrà cancellare la nostra capacità immaginifica, non potrà impedirci di chiudere gli occhi e con la mente salire ancora una volta sulla nave dei sogni.