![]() |
Launch of the Titanic in Belfast ~ May 31st, 1911R.I.P |
venerdì 15 aprile 2016
mercoledì 15 aprile 2015
103
![]() |
One of Titanic’s three enormous smokestacks |
Tutte queste cose, insieme, proprio come quando siamo innamorati, e l'oggetto dei nostri desideri non ci basta mai.
Questo è accaduto a me quando, ancora bambina, vidi per la prima volta l'immagine delle eliche del Titanic, con sotto quelle figurine insignificanti che sono gli uomini.
All of these things together, just like when we are in love, and the object of our desires is not enough ever.
We build within us, a universe of thoughts that sometimes beyond the reality and turn into something sweet and heartbreaking, the sublime and indelible.
This happened to me when, still a child, I saw for the first time the image of the propellers of the Titanic with, under, those insignificant figurines that are men.
![]() |
| Propellers |
Dal mio letto, potevo scorrere i nomi delle vittime e i nomi dei sopravvissuti, osservare il viso così autorevole e rassicurante del Capitano Smith, vedere il fumo uscire da tre dei quattro fumaioli, il giorno in cui lasciava Belfast, poco prima del viaggio inaugurale...
E già allora, con i mie scarsi mezzi degli anni Ottanta e Novanta, sapevo tutto quanto mi era possibile: quante tonnellate pesava, a quanti nodi viaggiava, con quanti rivetti erano assemblate le enormi murate, quanti chili di carne erano stivati in previsione del viaggio... Non cose che interessano abitualmente una ragazza, me ne rendo conto, ma comunque cose che mi facevano battere il cuore!
Eppure, a ripensarci, ora capisco che ero proprio come tutte le altre ragazze: mi ero innamorata perdutamente di una celebrità scomparsa troppo presto, all'apice della sua fama!
Yet in retrospect, I now understand that I was just like all the other girls: I was hopelessly in love with a celebrity gone too soon, at the height of his fame!
![]() |
| Bow |
Fatto sta che, nonostante la tragedia legata indissolubilmente alla nave (o forse proprio per questo?!), non è raro che io chiuda gli occhi e nel dormiveglia, io mi trovi a camminare lungo i corridoi ovattati, con il ronzio dei motori provenire dalla enorme pancia. Mi siedo nella sala di lettura e guardo fuori dalle vetrate al tramonto. Sento squillare la tromba che annuncia la cena del sabato, la più attesa, la più elegante, e devo affrettarmi a tornare nella mia cabina per cambiarmi d'abito (già le prime note dell'orchestra si spandono nell'aria...)
The fact is that, despite the tragedy inextricably linked to the ship (or perhaps because of it ?!), it is not uncommon that I close my eyes and half asleep, I find me walking along the corridors muffled, with the hum of the engines come from the huge belly. I sit in the reading room and I look out the windows at sunset. I hear the trumpet announcing the dinner on Saturday, the most anticipated, the most elegant, and I must hurry back to my cabin to change clothes (already the first notes of the orchestra will fill the air ...)
![]() |
| Titanic Memorial, Mayo, Ireland |
martedì 15 aprile 2014
102
![]() |
| Titanic's victim pocket watch: it stopped a few minutes after the sinking. |
nearer, my God, to thee, nearer to thee!"
lunedì 15 aprile 2013
101
We, today, remember them here with profound participation.
venerdì 15 aprile 2011
Il sogno perduto - 15 aprile 1912/15 aprile 2011
Da novantanove anni, giace cullato tra le braccia del mare, lontano dai clamori che accompagnarono la sua breve e meravigliosa vita, dai cantieri di Belfast all'incontro con l'iceberg, in una notte serena e senza vento...
Il Titanic, nel 1912, era l'oggetto in movimento più grande che fosse mai esistito: era lungo 267,07 metri, alto 18 metri dalla linea di galleggiamento al ponte, e stazzava 46.328 tonnellate!
Dopo le concitate fasi di imbarco e carico, la fiancata nera, ancora odorosa di vernice (sono molte le testimonianze in tal senso), si staccò lentamente dalla banchina, col suo prezioso carico di illusioni, di storie, di sentimenti, di paure e di speranze, di volti; insomma: di persone che si apprestavano a un viaggio che avrebbe segnato il loro destino...
Il Titanic prese il largo, incedendo maestosamente, quasi levitando a pelo d'acqua, come si conveniva a una vera Signora del mare, nel suo viaggio inaugurale.
Prima di lasciare definitivamente le acque costiere e puntare su New York, il suo porto d'arrivo, fece due soste per approviggionarsi e ancora caricare e scaricare passeggeri, bagagli, posta... Dopo avere attraversato La Manica, in serata fece la prima sosta a Cherbourg, in Francia: qui sostò per la notte con tutte le luci accese, splendente come un diamante. Chi vide questa scena non potè dimenticarla per il resto della vita... Al mattino salpò alla volta di Queenstown (oggi Cobh) in Irlanda, dove fece la seconda e ultima sosta, prima di prendere definitivamente il largo ed entrare nella storia con questa sua ultima immagine.
Ma che grande, grandissima emozione dovette essere, allora, essere a bordo del Titanic: chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì anche noi, a muoverci tra i lunghi corridoi di prima classe, ricoperti di soffici tappeti e splendidamente decorati con preziose carte da parati e arredi intarsiati... Spostiamoci da un salone all'altro, tra stucchi, specchi e lampadari di cristallo: abbiamo solo l'imbarazzo della scelta tra la piscina con bagno turco, la palestra, il caffè parigino, la sala di lettura e scrittura, il fumoir... Scendiamo attraverso la scalinata principale, sovrastata dalla imponente cupola di vetro piombato, regoliamo il nostro orologio secondo quello incorniciato nel pannello magnificamente intarsiato, proprio lì, alle nostre spalle... Sarà meglio affrettarsi o faremo tardi a cena!
Per raggiungere la nostra cabina non abbiamo che da proseguire oltre, sul ponte di prima classe...
Lasciamoci alle spalle il putto alato che illumina il nostro cammino e continuiamo a percorrere il corridoio...
Qual'è il numero inciso sulla chiave? Non riusciamo a ricordarlo, ma la cabina potrebbe essere questa...
E una volta rinfrescati e cambiati d'abito, eccoci pronti per la cena, circondati dalla musica dell'orchestra, dal sommesso mormorio degli altri passeggeri; i nomi del bel mondo di due continenti non potevano mancare a questo viaggio: ci sono gli Astor in viaggio di nozze, i Duff, Mrs. Molly Brown, Mr. Benjamin Guggenheim, gli anziani coniugi Straus, Mr. Joseph Ismay...
Ma ora dobbiamo salutare, dobbiamo allontanarci, e lasciare che ciascuno incontri il proprio destino: l'ora è tarda, sono quasi le 23,20 di domenica 14 aprile 1912...

Cari amici, oggi ho voluto ricordare così, insieme a voi, uno degli episodi più affascinanti e dolorosi che la storia ricordi: il Titanic è e rimarrà come un ectoplasma, una eco che ci chiama dal fondo degli abissi, con la sua voce arrugginita, una sirena che ci attrae pericolosamente nel suo ventre di ricordi ed emozioni.














